pagina in costruzione

I nostri volontari sono la nostra forza!

IL VIAGGIO PER VALORIZZARE CAPACITÀ COGNITIVE E RELAZIONALI

NO MORE A/OUT : L’INIZIATIVA ENTRA NELLE SCUOLE

Un ragazzo disabile ha sognato di viaggiare, visitare luoghi sconosciuti, conoscere persone, mangiare piatti tipici, dormire in albergo. Questo racconto sembra scontato ma è apparso molto comune tra chi vive una condizione di disagio. Da qui nasce il progetto “Dire, fare, viaggiare, lettera, testamento. Il Viaggio, metafora della vita“, promosso dall’Associazione A.I.A.S e sostenuto dalla Fondazione SociAL nell’ambito del Bando 2017, in cui il viaggio viene utilizzato come metafora per valorizzare capacità cognitive e relazionali.... continua a leggere

PROGETTO SULLE AUTONOMIE ESTERNE – TERAPIA ASSISTITA CON GLI ANIMALI

Il progetto si basa sui fondamenti della Pedagogia Sociale che si occupa dell'intersezione tra persona e società in un rapporto dinamico. Bisogna superare da un lato l'individualismo che mette in luce le personali capacità senza interazione sociale, e dall'altro il sociologismo che vede una prospettiva troppo condizionata dalla società a scapito delle scelte personali e della propria intenzionalità. La via intermedia è quella positiva.

La via della Pedagogia sociale è legata allo sviluppo dell'individuo in relazione alla situazione ambientale che lo circonda verso una comunità educante.

Non è una disciplina contemplativa, ma vuole portare al cambiamento assumendo anche una connotazione politica promuovendo una società diversa.

Per accrescere l'empowerment personale bisogna sollecitare la persona e il suo senso di responsabilità, la relazione educativa non deve essere assistenziale, ma deve responsabilizzare la persona nel suo cammino.

Questo dà la possibilità di avere un ruolo attivo nel proprio percorso e favorisce l'autoefficacia.

L'intervento educativo necessita di avere intorno una comunità che si muova dal pregiudizio alla cooperazione, dalla delega alla compartecipazione, verso una comunità che educa dove educare vuol dire dichiarare di essere disposti a una relazione accogliente e comprensiva.

L'Italia è uno dei paesi che più di tutti offre buone prassi, sia nella ricerca  che nelle iniziative, sul tema dell'autismo.  

L'ultima iniziativa dell'Associazione AIAS Onlus – sezione di Alessandria – che in questo contesto, è stato un progetto cofinanziato dalla Fondazione Social insieme ai partner Università degli Studi di Pavia, Associazione PISINE, Cooperativa Anteo di Biella, Cooperativa Lia e  Associazione Skate Farm, che ha proposto un percorso formativo con laboratori esperienziali, suddiviso in 5 moduli, in grado di stimolare e divulgare un tema ancora misconosciuto e complesso come quello dell'autismo.

 

No More A/Out è stato un progetto di innovazione sociale di ambito formativo sul tema dell'autismo.

 

Il corso, tenuto nel 2019, è stato suddiviso in due fasi: la prima ha compreso lezioni frontali di teoria, la seconda i laboratori esperienziali.

 

L’obiettivo Primario è stato quello di promuovere una cultura di inclusione attraverso la valorizzazione della diversità. Per raggiungere un obiettivo di tale portata sono stati indispensabili sinergia e interscambio continui tra tutti gli interlocutori: formatori, operatori esperti, familiari, cittadini e naturalmente autistici. E’ stato necessario partire da una formazione adeguata per poi parlare tutti la stessa lingua e quindi avere accesso agli stessi strumenti teorici di base, che ognuno declinerà in base al proprio ruolo e necessità.

 

Cambiamento e impatto sociale:

Lo SROI ( Misurazione dell’impatto sociale) può essere gestito con una doppia valenza: Previsionale e Consuntivo.

Noi abbiamo deciso da un punto di vista prudenziale di sviluppare quello previsionale, seguendo anche una logica di sottostima.

Non ci aspettavamo che il fabbisogno fosse di questa portata, motivo per cui abbiamo deciso di riproporre lo step 2, che quest’anno è stato nuovamente finanziato dalla Fondazione Social di Alessandria.

 

I risultati su n. 1 comunità a campione :

1) riduzione n. 15 di comportamenti problema degli ospiti affetti da autismo e disabilità intellettiva

2) riduzione n. 10  terapie al bisogno

3) riduzione n. 10 accessi al pronto soccorso

4) n. 0 infortuni di dipendenti sul luogo di lavoro

5) aumento presenze di lavoro e diminuzione gg numero di malattie (gli operatori hanno raggiunto un aumento della soddisfazione professionale che consente in un ambito lavorativo di grande coinvolgimento emotivo di ridurre il rischio di burn aut)

6) riduzione di richieste da parte della famiglia di aiuto nella gestione del menage familiare (I famigliari degli utenti coinvolti hanno ottenuto un  miglioramento della condizione psicofisica (sia nella sfera dell'autostima, che della salute):grazie ad una presa di coscienza delle possibilità espresse dei propri figli, infatti ci è stato un aumento della soddisfazione genitoriale e personale)

 

Aumento dei contatti FB nella pagina di No more a/out  ( da 1 a n. 502)

Aumento n. ore di coprogettazione  (In seguito a no more a/out abbiamo ricevuto diverse richieste di collaborazione sia come gruppo di lavoro che come singole professioniste)

Aumento della rete dei  partner,  da 5 a 15 unità .
I  volontari hanno appreso una maggiore consapevolezza e  partecipazione all'attività associativa. 

Aumento a n. 10 accessi a Skatefarm per laboratorio extra di ortoterapia

 

Il primo dato che a nostro avviso conferma la rilevanza degli argomenti che abbiamo proposto rispetto a un bisogno reale è che i partecipanti hanno seguito praticamente tutti l'intero corso sebbene si trattasse di numerosi argomenti e di giornate lunghe e faticose (n. 180 iscritti)
In secondo luogo è stato veramente interessante il fatto che numerose realtà che si occupano di autismo e disabilità intellettiva a vario titolo ci abbiano contattati per potere in un qualche modo collaborare alla realizzazione di nuovi progetti e da qui l'apertura a un folto numero di partner con la partecipazione al bando 2019 seconda edizione di no more a/out.

Si è aperta una collaborazione con l’ Istituto Comprensivo Ferrari di Varzi per un percorso di affiancamento ai docenti e alle famiglie rispetto all' inclusione scolastica degli alunni che frequentano le scuole di questa parte della provincia di Pavia e l'invito è arrivato dai coordinatori dei docenti che hanno frequentato no more a/out 2018

 

Aperta collaborazione con Scuola infanzia Sacro Cuore per progetto ortoterpia con alcuni alunni affetti da autismo


Siamo stati inoltre contattati da una cooperativa di Novi Ligure che si chiama La Strada per un progetto di formazione ai loro operatori che si occupano di fragilità e disabilità trasversalmente in tutte le fasce di età quindi dall'infanzia all'età adulta e ha diversi livelli proprio per un percorso rivolto alla interiorizzazione da parte degli operatori di strumenti che favoriscano chiavi di lettura riflessioni critiche rispetto alle diverse situazioni
 

Un paio di partecipanti di No more A/out ci hanno contattato successivamente al termine del corso che hanno frequentato in qualità di volontari per la disabilità e che grazie a questa esperienza hanno deciso di intraprendere un percorso di formazione universitaria al fine di far diventare questo loro tempo di volontariato una professione e ci hanno contattato per chiederci suggerimenti e consigli e rispetto alla strada da percorrere per diventare un professionista della riabilitazione.

 

Dopo la conclusione del percorso, avendo ricevuto molte richieste da parte di insegnanti desiderosi di approfondire il tema, l'Aias ha dato il via a un corso di formazione sull'autismo e la disabilità intellettiva all'interno di un'istituzione scolastica dedicato esclusivamente agli insegnanti. L'istituto coinvolto è stato il Comprensivo De Amicis - Manzoni di Alessandria, che ha accettato la proposta di partecipazione, dato il numero cospicuo di studenti con funzione dello spettro autistico iscritti in tutti gli ordini e gradi del territorio alessandrino. 

 

La mission del percorso formativo è stata fornire strumenti teorici e pratici necessari per una migliore comprensione dello studente nella condizione dello spettro autistico.  Il corso, infatti, ha offerto un supporto agli insegnanti che lavorano con  gli studenti autistici o disabili intellettivi con l'intento di costruire una rete dove tutti comunichino con lo stesso registro e mantengano lo stesso approccio, in un confronto e raccordo continuo, che coinvolga scuola, famiglia, servizi e territorio, e che lavori a favore di un cambiamento culturale. Questo metodo è fondamentale per raggiungere degli obbiettivi condivisi e prefissati in una persona con autismo o disabilità intellettiva.

Il mondo scolastico, considerando l'incremento delle diagnosi sempre più precise, ha bisogno di formazione continua e strutturata per poter formare gli insegnanti che devono educare adeguatamente i ragazzi con autismo.li

 

Se l'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), definisce la disabilità come una interazione tra una condizione di salute e l'ambiente circostante, è necessario aumentare le risorse per la realizzazione di corsi ad hoc e programmi strutturali rivolti  agli insegnanti e al personale scolastico. Poiché quale migliore ambiente –  se non la scuola, con degli strumenti precisi, adattando quindi il contesto – può costruire al meglio le fondamenta per l'inclusione nella società attiva dei ragazzi con disabilità?

 

Per concludere è opportuno precisare che il progetto ha avuto un buon impatto sociale raggiungendo gran parte degli input e degli output prefissasti. Questi dati sono riscontrabili attraverso campioni tangibili che dimostrano soddisfazione generale dei partecipanti che si rispecchia soprattutto in ambito professionale, riduzione dei comportamenti problema, aumento di coprogettazione, e riduzione di richieste da parte della famiglia di aiuto nella gestione del menage familiare.

© 2016 by Ufficio Amministrativo. Proudly created with Wix.com

Dire Fare Viaggiare.php